Su un balcone stretto, ogni centimetro conta. Ecco le soluzioni concrete per sfruttare il pavimento, la ringhiera, le pareti e gli angoli senza rendere lo spazio soffocante.
Un balcone di 70 centimetri di profondità per quattro metri di lunghezza: è una configurazione comune, ed è quella che mette davvero alla prova la capacità di fare scelte oculate. Qui, l'improvvisazione si paga cara. La buona notizia: alcuni principi semplici permettono di ottenere molto con pochissimo.
La regola delle zone: organizzare prima di arredare
Anche su 80 centimetri di profondità, un balcone stretto può essere suddiviso mentalmente in zone funzionali. Una zona d'ingresso, una zona principale in cui accomodarsi e una zona verde lungo tutta la ringhiera. Questa organizzazione a monte evita di collocare oggetti a caso e di rendersi conto troppo tardi che bloccano il passaggio.
Il pavimento: liberare e valorizzare
Su un balcone stretto, il pavimento è la superficie più preziosa. Liberarlo completamente è la prima priorità: tutto ciò che può essere sollevato deve esserlo. È la logica alla base dei prodotti Extra Terrasse: il Balconie e le Balconnières sono stati entrambi progettati per essere agganciati alla ringhiera e liberare interamente il pavimento.

La ringhiera: sfruttata al 100%
Su un balcone stretto, la ringhiera non è una delimitazione. È una superficie di vita attiva. Con le Balconnières di Extra Terrasse, si può dare spazio al verde su tutta la sua lunghezza senza forare o avvitare: uno o due formati, sei colori, un'installazione in pochi secondi. E con il Balconie, si crea una superficie per mangiare o per appoggiare oggetti, fissata alla ringhiera, che non occupa spazio a terra. Insieme, questi due prodotti trasformano la ringhiera in una vera e propria spina dorsale dell'arredo.

La parete del balcone: lo spazio dimenticato
La parete della facciata, che ci si lascia alle spalle quando si guarda il panorama, viene quasi sempre ignorata su un balcone stretto. Eppure è una superficie utilizzabile. Una mensola a muro in acciaio galvanizzato, fissata ad altezza mano, serve come piano d'appoggio per tutto ciò che non si vuole lasciare a terra. Dei ganci a parete permettono di appendere uno o due vasi, o persino uno specchio da esterno che dona l'illusione della profondità.

Arredi a ingombro minimo
Su un balcone stretto, ogni mobile deve avere un ingombro a terra il più piccolo possibile. Una seduta leggera da riporre contro il muro quando non si usa, uno sgabello che si infila sotto il Balconie, un tavolo agganciato alla ringhiera che libera il pavimento tra un utilizzo e l'altro: questo è il vocabolario del balcone stretto ben ottimizzato. Si evitano mobili ingombranti e tutto ciò che costringe a fare gimcana per raggiungere la ringhiera o la porta.
In sintesi
Pavimento libero e valorizzato, ringhiera sfruttata a fondo con i prodotti giusti, parete di fondo messa a frutto e arredi a ingombro minimo: le quattro leve che permettono di ottenere il massimo da un balcone stretto.